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Puglia Colada, il cocktail dal cuore pugliese

Durante l’estate ci capita spesso di essere in eventi firmati da Slow Food, e finalmente dopo un anno di inseguimento, sono riuscita ad assaggiare il famoso Puglia Colada, il cocktail pugliese.
Si tratta di un esperimento ben riuscito del relatore dei master SlowFood, Michele Di Carlo, che ha ideato delle “variazioni sul tema” della Pina Colada per creare una bevanda alcolica che rappresentasse la Puglia, e ne contenesse ingredienti caratterizzanti ed unici.

Il Puglia Colada custodisce al suo interno un frullato di percoche (o pesche locali), latte di mandorla, rum bianco e vincotto.

Ecco la ricetta e le dosi per il Puglia Colada:

  • 6 parti di rum
  • 3 parti di latte di mandorla (l’ideatore suggerisce quello de Il Maglio)
  • 2 parti di Vincotto PrimitivO Balsamico (quello buonissimo di Antonio Venneri)
  • 9 parti di frullato di percoche/pesche (l’ideatore preferisce quelle di Canosa, io non escluderei anche quelle di Turi)
  • 3 cubetti di ghiaccio

Se lo volete preparare a casa, leggo sul sito ufficiale di fare attenzione con le percoche/pesche: bisogna prima bagnarle con il succo di limone per evitare che cambino colore, e quando si frullano usare la massima velocità per creare più una mousse di un frullato.

Colgo l’occasione per dire questo cocktail, che mi è piaciuto tantissimo, è una bella diversificazione d’uso del Vincotto PrimitivO di cui ormai sono una fan e di cui mi riservo di parlarvi più approfonditamente nei prossimi giorni (ho una bella confezione che mi aspetta). Il Vincotto PrimitivO è un blend tra mosto d’uva cotto e vino Primitivo, fatti ridurre insieme fino ad ottenere una sorta di glassa-riduzione, ricca di polifenoli e antiossidanti. La versione balsamica è prodotta da un primitivo invecchiato 2 anni e a sua volta il vincotto è fatto invecchiare per almeno 6 mesi.

Naturalmente è il vero ingrediente segreto della Puglia Colada, e se volete farlo a casa (come proverò io!) vi sconsiglio vivamente di provare con le glasse in commercio nella GDO.

a cura di Manila Benedetto

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